Campioni di agilità 4 Marzo 2009
Posted by andreaventuri in Sport, Sport & Beauty, Tempo libero.add a comment
Nato in Inghilterra trent’anni fa negli ippodromi per riempire i tempi di pausa tra una gara e l’altra di corsa ad ostacoli, l’Agility Dog è una disciplina sportiva che si è diffusa sempre più, giungendo anche a Trieste, in particolare a Basovizza. Nel 1997, infatti, è nato l’Agility Club la Bora, che grazie ad innumerevoli corsi e stage ha portato molti dei suoi allievi ai livelli più alti, come nel 2002, quando un “nostro” barboncino, senza pedigree, si è piazzato al 7° posto dei mondiali meticci.
È proprio l’Agility Club la Bora che ci spiega come questo sport per i nostri amici a quattro zampe possa iniziare quando questi hanno tre-quattro mesi, portandoli su un campo di Agilità e facendo loro conoscere gli ostacoli principali, come la passerella, la bascula e il tunnel morbido. Per i salti, invece, bisogna aspettare che il cane abbia sette-otto mesi ed iniziare con quelli di un’altezza massima di 20 cm, per evitare di rischiare di rovinare la cartilagine delle spalle del cucciolo.
L’Agility, infatti, prevede che il cane superi una serie di ostacoli in maniera netta, senza che questi vengano toccati o fatti cadere, il tutto nel minor tempo possibile. Sono stati creati ostacoli specifici per i cani (le rampe, la bascula, la passerella) che devono essere percorsi in tutta la loro lunghezza con molta precisione.
I cani di razze come borden collie, pastore tedesco, pastore belga, sono i più favoriti, ma tutti i cani di razza e non, possono partecipare, anche se, ovviamente, gli ostacoli sono suddivisi in varie categorie: cani piccoli, medi e grandi.
L’affiatamento con il padrone è determinante…..
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Boegan: tutto un altro mondo 2 Marzo 2009
Posted by andreaventuri in Sport & Beauty, Tempo libero.add a comment
Il buio inteso come un sipario che, spalancato, può svelare un mondo fantastico. A delinearlo sono le luci degli speleologi, scopritori ed esploratori di questo ambiente a volte sconosciuto seppur vicino.
A farmi luce su questo mondo è Louis Torelli, istruttore di speleologia e presidente della Commissione Grotte Eugenio Boegan del CAI Alpina delle Giulie.
“La grotta è uno degli ultimi ambienti geografici dove esiste ancora l’ignoto. L’uomo – continua Louis – è abituato a dominare tutti gli elementi e sono ancora pochi gli angoli sconosciuti sulla Terra. Il mondo ipogeo, invece, si presta ancora all’esplorazione pura. Se pensiamo alle vette più alte del mondo, anche se ostili, queste sono state tutte raggiunte e fotografate. Non si può dire la stessa cosa del mondo sotterraneo. In Caucaso, recentemente, il team russo è arrivato a toccare i 2000 metri sotto la superficie”.
È questo un concetto fondamentale per capire una disciplina come la speleologia: la bellezza del poter percorrere “pezzi” di mondo mai calpestati prima.
La vocazione di Trieste alla speleologia appare quasi scontata. È un regalo del suo territorio carsico e dell’immediatezza con la quale se ne può usufruire. “Da ragazzo – sorride Louis – insieme agli amici del cortile, prendevamo l’autobus e in meno di mezz’ora eravamo pronti a calarci in una grotta. Una cosa impensabile in altre città”.
È una questione di vicinanza geografica e mentale, dunque, un fattore culturale. Non a caso la Commissione Boegan è la società speleologica, tuttora in attività, più antica del mondo. È, infatti, stata costituita come “Comitato alle Grotte” della Società degli Alpinisti Triestini, il 23 marzo 1883……..
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